giovedì 30 gennaio 2014

Adamo

Vorrei perdermi nel bosco,
incontrare le ombre nate da me,
 
              mai più tornate
           nel grembo dell'anima;
 
vorrei rotolarmi con loro nell'erba,
            sentire i profumi delle forme,
            nuotare nell'aria eccitata dei sogni.
 
Vorrei perdermi nel bosco,
nudo di me,
 
                 togliermi qualsiasi resistenza,
 
e lasciare che solo il piacere del vento mi guidi.
 
Improvvisa tempesta,
 
           ma fulmini non arrivano,
            calmi di luce nascosta.
 
Nasce una nuova pelle,
      come se il costato si aprisse
 
e l'acqua lieve mi creasse di nuovo.
 
Ed ecco, magica creatura,
           dire nuovi linguaggi,
          sconfiggere le ombre,
        creare nuovo il mio frutto
 
                              mentre lo bacia.
 
Sarà dolce, ora,
 
                l'arcobaleno lieto

venerdì 8 novembre 2013

se sparissero le nuvole

E se scomparissero le nuvole? 

 Alleate silenziose, ma costanti; 

fastidiose, a volte. 

           Dovremmo capire
            quanto ci curano, 

quanto proteggono

 dal bruciore 

e dalla cattiveria del sole. 

Se un giorno svanissero, 
          se la battaglia fosse solo fra noi e l'Astro. 

Scopriremmo quanto la luce scotta. 

Capiremmo che siamo fatti d'ombra, 

           e che non possiamo dunque
illuminarci appieno. 

Comprenderemmo 
le nostre chiaroscure parole;

          (  Che mai siano inflessibili, allora
           e mai dure, già oggi )

Anche i più coraggiosi 
                  soffrirebbero, 

e maledirebbero il loro finto ardire. 

Le nuvole rimangano 
        quindi
       ancora un po' fra noi, 

perché possiamo vivere 
           nell'ombra tenera

           che cela noi 
                       a noi. 

In attesa del momento ultimo, 

senza più nubi.

Quando il fuoco 

                          sarà gioia.

martedì 22 ottobre 2013

Ave Miriam

Salve Miriam,
piena di senso,
 
        luce con te d'acque in piena,
 
splendida fra le belle,
 
          e gioioso il seno tuo,
          il tuo ventre,                                
                                    i doni suoi,
 
          le tue gambe,
                   la dolcezza fra esse.
 
Godi Miriam,
 
e tienici
      nei tuoi odori più intimi
 
noi desiderosi
 
                      ora e sempre
 
                  e nei piaceri dei piaceri 

                    Amen

giovedì 17 ottobre 2013

la catena

Una catena scivola dal motorino, 
 
la vedo strisciare
 
                         come un cadavere non conosciuto.
 
Piccola paura dell'asfalto,
pensieri ingombranti,    
                            
catena
prigione
battello
morte
tortura.
 
                        Ma forse anche leggeri
 
                        cade la catena
 
                piede libero
 
                                giochi accennati
 
                risate rumorose 
 
                                        bondage ironico.
 
Si fa silenzio
              e non aiuto a tirarla su
 
Eppure anche così
 
un Dio
ormai colmo di stanchezza
 
riesce a strapparci
                            
                             un sorriso di timori, 
                      
                             e un ghigno dolce
                             di speranze

domenica 13 ottobre 2013

preghiera, forse di madre

Come se si riempisse,
d'improvviso
 
     forse di niente,  
          ma non del nulla.
 
Come se la gioia
           si facesse muta,
 
ma solo per spostare la porta,
         aprirla senza sbatterla:
 
e tu rimani in attesa,
         capendo che il soffio leggero
 
si fa carne tua,
 
si prende spazio,                                
             ti dona spazio.
 
Quello che era caldo e battente,
           ora riposa in te
 
e germoglia.
 
L'impronta tua
               questa argilla chiede.
 
Il Dio                                
          che a parti rovesciate
 
mormora:
 
plasmami tu,
fammi di te,
 
               soffia il tuo cuore nel mio.
 
Cresco in te,
come un eroe nascosto,                                
 
e ne nasco,
come sole e neve.
 
Sangue ed acqua, in realtà
 
dalla porta santa
 
                   quel giorno